EMBARGO AL PETROLIO RUSSO: AL VIA L’ENNESIMA INUTILE SANZIONE
Sull’impatto dell’embargo al petrolio abbiamo raccolto il commento del Presidente di FederPetroli Michele Marsiglia: “Inserire in una politica energetica europea oggi un embargo è insignificante, nel momento in cui i flussi di greggio dalla Russia verso l’UE da mesi sono irrisori. Come FederPetroli Italia riteniamo errata la dinamica del provvedimento. Con questa manovra l’UE automaticamente aiuta l’Opec+ ad una politica di taglio di produzione, essendo la Russia membro dell’Organizzazione Petrolifera, ed in più penalizza il mercato internazionale petrolifero incentivando una forte speculazione sui greggi diversi. Anche la dinamica del cap a 60 dollari risulta insensata, considerando un prezzo del greggio russo che oscilla tra i 58 e 65 dollari a barile”.
Intervista – Governo, manca ancora una strategia mentre alcuni Stati speculano
Mentre l’Ue propone un price cap poco utile, il Governo italiano non risolve il problema del caro energia e incombono nuovi rischi
Oggi è in programma il vertice dei ministri dell’Energia dell’Ue per discutere la proposta della Commissione europea relativa al price cap sul gas. L’idea, per evitare i picchi raggiunti la scorsa estate sopra i 300 euro/MWh, è quella di fare in modo che il meccanismo scatti all’avverarsi di due condizioni: il Ttf deve superare per almeno due settimane i 275 euro/MWh; tale livello deve anche essere superiore di almeno 58 euro, e per almeno 10 giorni, all’indice di riferimento del GNL.
18° Edizione SETTIMANA VERONESE DELLA FINANZA con Michele Marsiglia – FederPetroli Italia
Ospite alla Settimana Veronese della Finanza il Presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia
Durante la puntata vengono illustrate le nuove proposte ed aperture del Governo Meloni in merito ai nuovi giacimenti petroliferi Offshore italiani, le dinamiche, le criticità e la valutazione degli investimenti futuri da parte delle aziende dell’Oil & Gas internazionale.
intervista IL SUSSIDIARIO CRISI ENERGIA, A febbraio-marzo nuovi guai in vista per l’Italia
L’apertura sulle trivellazioni non basta. Con l’inizio del 2023 potrebbe emergere un nuovo problema per l’Italia nonostante il GNL che ci si è assicurati
“Se non ci aiutate con il gas l’Italia rischia la crisi sociale”. Questo il titolo dell’articolo della Stampa dedicato all’incontro tra Giorgia Meloni e Joe Biden a Bali, in cui il presidente del Consiglio ha chiesto “maggiori forniture di gas liquido e a prezzi più competitivi”. Il presidente americano ha spiegato di essere “già al lavoro per aiutare l’Italia”, anche se, come noto, le aziende Usa che esportano GNL sono private e dunque la Casa Bianca può al massimo esercitare una moral suasion nei loro confronti. Secondo Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, “la richiesta della Meloni rappresenta un po’ un controsenso”.
Intervista Il Sussidiario SBLOCCA-TRIVELLE “Ecco perché è cruciale estrarre sotto le 12 miglia dalla costa”
Il Governo punta alla produzione nazionale di gas per aiutare le imprese, ma non deve sbagliare alcune scelte cruciali su questo fronte
Insieme alla Nadef, venerdì scorso Giorgia Meloni ha presentato in conferenza stampa una norma finalizzata a offrire, già dal prossimo gennaio, fino a 2 miliardi di metri cubi di gas di produzione nazionale alle aziende gasivore a un prezzo calmierato. L’idea è quella di condizionare nuove concessioni (per giacimenti sopra i 500 milioni di metri cubi), anche in deroga al Pitesai, alla cessione decennale di una parte dei diritti (almeno il 75% nei primi due anni) sui volumi potenziali di estrazione a prezzi concordati e, ragionevolmente, inferiori a quelli di mercato, al Gse, che li distribuirà poi alle imprese.